Corridoio ecologico di biodiversità
Ai margini della foresta ancora intatta si trova l’Arco di deforestazione, come viene chiamata la fascia geografica che si estende per migliaia di chilometri lungo i fianchi meridionale e orientale dell’Amazzonia. Qui si concentrano le più intense attività distruttive, il paesaggio è frammentato da pascoli, coltivazioni e insediamenti umani e, ogni anno, si registrano i record degli incendi, delle attività illegali di taglio, di estrazione mineraria e di accaparramento di terre.
La frammentazione della foresta ha conseguenze estremamente negative. Il fenomeno riduce drasticamente l’habitat disponibile per molte specie animali e vegetali, rendendole più vulnerabili a malattie e cambiamenti climatici. Le aree di foresta frammentata, esposte a maggiori temperature e venti e minore umidità, sono più vulnerabili agli incendi e alla perdita di biodiversità. Il fenomeno interrompe i corridoi migratori, isolando le popolazioni e impedendo il flusso genico, con effetti a cascata sull’intero ecosistema.
Il progetto Insieme piantiamo il futuro nasce per contrastare la frammentazione della foresta.
Il corridoio sta collegando frammenti di foresta primaria e rigenerata, offrendo un habitat e una via di passaggio per la flora e la fauna locali. Tra le specie beneficiate si trovano il giaguaro (Panthera onca), l’araçari collorosso (Pteroglossus bitorquatus), il tucano scanalato (Ramphastos vitellinus), il tapiro sudamericano (Tapirus terrestris), la scimmia tamarina dalle mani nere orientale (Saguinus ursulus), l’aluatta dalle mani rosse (Alouatta belzebul) e il chiropote satanasso (Chiropotes satanas), molte delle quali sono attualmente considerate minacciate o vulnerabili all’estinzione.
Sconfiggere la povertà